Santa Bianca

Oli essenziali

Claudio Gaiaschi – distillazione Lavanda a Santa Bianca

Ora mi occupo di oli essenziali.
Solo alcune piante contengono o.e., di solito sono profumate, ma molte di quelle più dotate di profumo ne contengono poc

o, pochissimo o nulla. Ogni olio estratto da una data pianta è una miscela costituita da centinaia di molecole differenti, che, tutte assieme, formano l’aroma tipico di quella pianta aromatica.

Ogni molecola è un principio attivo, che sarà tanto più importante quanto maggiore è la sua percentuale sul totale.

È il caso, ad esempio, della melissa, poco, del gelsomino e della rosa, pochissimo, della ginestra, nulla.
Lo si estrae in vari modi, io uso esclusivamente il più antico, in corrente di vapore, risale ad Avicenna, intorno al 1000 dopo Cristo.
Una caldaia piena di acqua, nel mio caso dell’acquedotto, mi piacerebbe di fonte ma non ce l’ho, portata a bollore con fiammaviva di gas produce vapore che si convoglia in un contenitore di acciaio inox riempito della pianta di solito, per me, fresca, appena colta.
Il vapore entra dal basso nella massa vegetale, l’attraversa, esce dall’alto trascinando con sé l’olio essenziale in un condensatore raffreddato da una serpentina di acqua fredda, lì si condensa, si trasforma in acqua distillata, cade in un vaso fiorentino che è un recipiente semplicemente in grado di separare, con facilità, per differenza di densità, l’olio dall’acqua distillata, detta aromatica o idrolato.
L’acqua aromatica contiene i principi attivi della pianta idrosolubili, oltre ad una certa quantità, fino all’1%, di olio essenziale.

Certi oli hanno una decisa differenza di densità e si separano facilmente, altri, i timi per esempio, poca differenza e sono riluttanti ad abbandonare la loro acqua o le pareti di vetro o di acciaio dei contenitori e molto olio così si perde, è già poco!
Su libri e testi vari spesso leggo di “rese”, vale a dire quanto olio per 100 chili di pianta, assolutamente ridicoli, sbagliatissimi, sempre sbagliati in eccesso.
Nella mia esperienza le rese sono quasi sempre più avare, spesso avarissime.
I timi, l’elicriso, l’issopo, la santoreggia rendono quantità risibili e per questo gli oli sono costosi.

In teoria è tutto molto semplice.
In pratica no.

Saper fare significa scegliere e gestire le diverse proporzioni: le dimensioni della caldaia rispetto al distillatore carico di erbe, quanta acqua, quanto fuoco, quanto tempo, quanto comprimere le erbe nel distillatore , la proporzione stessa, altezza/larghezza, del distillatore.
Tutto cambia a seconda dell’erba che si distilla.
Naturalmente fondamentale il momento della raccolta.

L’olio è presente nelle varie parti della pianta praticamente tutto l’anno ma assolutamente mai uguale; si modifica di continuo per qualità e quantità e soprattutto nel periodo della fioritura, quando di solito è migliore, da una settimana all’altra.
Tutto questo l’ho sperimentato.
È influenzato da sole e pioggia, dai ritmi lunari, dall’umidità dell’aria e ovviamente da che parte della pianta si utilizza.
Quindi conta l’osservazione e sapersi adattare alla volubilità del tempo.

Bisogna saper scegliere, come per fare una fotografia.

Claudio Gaiaschi

DIstillazione oli essenziali